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nobody's land (italy)

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Review by Franco Vassia

Senza togliere nulla agli altri componenti della band, “In ogni luogo, in ogni tempo” può essere identificato come l’esordio discografico di Alessandro Papotto, uno dei musicisti più polivalenti degli ultimi anni. Dopo l’incisione di questo album Papotto è confluito nella formazione del Banco del Mutuo Soccorso dove, con i fiati, svolge un’accurata rilettura della discografia della band romana, e che tra le due formazioni corresse buon sangue lo dimostra l’amichevole partecipazione al disco di Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese nell’introduttiva “L’infedele”.

L’album comunque prende ben presto le distanze dalle sonorità tipiche del Banco per avviarsi verso superfici più levigate, distorte e dissonanti, rese ritmicamente sdrucciolevoli da tempi jazzati e sincopati. Nata proprio nella periferia della grande città, la band comprende anche Claudio Braico, Max G.B. Tommasi, Bruno Vegliante e Tony Zito, musicisti che, insieme ad Alessandro Papotto, riescono a far confluire sonorità musicali alquanto diversificate.

Le composizioni sono tutte oltre la media, con qualche picco particolare: “L’infedele”, come già detto e grazie all’innesto degli elementi del Banco, è strutturata su di una linea garbatamente progressiva; “Ladro”, continuamente accarezzata dalla chitarra, rivela una cotta garbatamente Collinsiana; “Leave your daily” è un divertissement sovrastato dai fiati e dai nervi; “I bless the night”, soccorsa e investita da una chitarra ora dolcissima ora ubriacante è un saliscendi di umori; “Meltemi”, “In ogni luogo, in ogni tempo”, “Brand-Y”, “The ghost in the shell”, lunghissime e dilatate, sono i pezzi forti dell’album e quelli che forse meglio incarnano le tematiche della band: una buona dose di rock progressivo continuamente sollecitata da spruzzate di jazz con il Gigante Gentile (e il Banco…) pronti ad entrare in qualsiasi momento.

Franco Vassia